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L'archeologia

...andiamo a vedere quello che non si vede.......!!!

L’Eritrea è un misterioso sito archeologico a cielo aperto.
Molti sono i misteri degli 8.000 siti archeologici censiti, ma quanto è emerso dagli scavi è sufficiente a testimoniarne le antichissime radici e a lasciare immaginare quale fosse la complessità delle culture dei secoli trascorsi.

Con molta pazienza e una buona dose di immaginazione si può cercare di capire cosa sono le pietre che si ergono dal suolo e cosa si può trovare sotto. Non dimentichiamo, però, che possiamo vedere molto, ma molto poco.


National Museum
Al National Museum di Asmara sono raccolte le testimonianze più belle del passato: la piccola meravigliosa sfinge di Kohaito, le stele axumite con le svelate iscrizioni Ge’ez, le monete d’oro, d’argento e di bronzo del III sec., ritrovate in Dankalia, con i simboli del sole e della luna crescente, simboli propri del dio Alemkah.

Kohaito
Koahito, o Qoaito, situata 120 Km a sud di Asmara, è un piccolo villaggio in mezzo al nulla dove non arriva nemmeno la strada.
Queste rovine, sebbene per ora solo il 20% del sito sia stato portato alla luce dagli scavi, si estendono su una vastissima zona (2,5 km per 15 km) e sono la testimonianza del ruolo che ebbe questo luogo nell’antichità.
Il monumento più significativo di Qohaito, per dimensioni e per importanza storica, è la grandiosa Diga di Saphira, una diga in muratura lunga oltre 60 m, costruita con ogni probabilità intorno all’anno Mille.

Metera
L’Eritrea ha avuto un ruolo molto importante per le antiche popolazioni aksumite, vissute circa 2000 anni fa. Il sito, molto vasto, è il terzo per importanza della civiltà aksumita del paese. Moltissimi oggetti sono già stati riportati alla luce, ma la maggior parte del sito è ancora in attesa di lavori di scavo.
La Stele di Metera, alta 2,5 m, (una enigmatica tavola in pietra, in posizione verticale, sulla quale sono visibili delle iscrizioni) è il ritrovamento più importante degli scavi locali.
Tra le altre scoperte archeologiche di Metera vi sono un palazzo reale, e i resti di una galleria sotterranea che, secondo le leggende locali, un tempo correva per diverse centinaia di chilometri e sbucava a sud di Aksum.

Adulis
Adulis era situata nel golfo di Zula, a circa 60 km da Massawa, verso Sud, in una località remota a settentrione dell’inospitale deserto vulcanico conosciuto con il nome di Dancalia. Il primo insediamento, risalente al VI secolo a.C., è il più antico sito della civiltà eritrea. Fu il più grande porto degli aksumiti, dal quale transitavano merci che dal Mediterraneo giungevano fino al subcontinente indiano. Ma malgrado la sua importanza storica, una visita al sito di Adulis può lasciare perplessi poiché il 98% delle rovine è ancora in attesa di essere riportato alla luce.



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