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Samarcanda

Sulla Via della Seta

Nessun nome evoca la “Via della Seta” meglio di Samarcanda.
Per i più ha lo stesso fascino della mitica Atlantide oppure dell'antica e leggendaria Timbuctù.

La realtà è ovviamente diversa, ma non troppo.
Nel 1370, Tamerlano decise di rendere Samarcanda una città stupenda e usarla come capitale dell'impero che avrebbe costruito di li a poco e che si sarebbe esteso dall'India alla Turchia.

I superbi e immensi monumenti, il vivace bazar e la lunga e ricca storia della città rendono l'atmosfera quasi magica, anche se al di fuori del nucleo storico s'incontra un agglomerato urbano in stile sovietico con ben poche caratteristiche degne di considerazione, la città nel 1868 era entrata a far parte dell'Impero russo.

Costruita nei pressi di un’oasi, la città divenne ben presto prosperosa per merito dei commerci con le regioni settentrionali e orientali. Distrutta da Gengis Khan, e ricostruita successivamente dal Tamerlano, conserva ancora oggi numerose testimonianze del suo passato.

I principali luoghi d'interesse della città sono in gran parte opera proprio del Tamerlano, di suo nipote Ulugh Beg e degli Shaybanidi uzbeki, che insieme fecero di questa città l'epicentro economico e culturale dell'Asia centrale nei secoli XIV e XV.
I siti maggiori si trovano quasi tutti nella città vecchia arsa dal sole, la cui urbanistica è rimasta inalterata da quei tempi lontani.

L'edificio di maggiore interesse della città, considerato uno dei monumenti più straordinari dell'Asia centrale, è il Registan, un complesso di maestose e imponenti madrasse: una profusione quasi esagerata di maioliche, mosaici azzurri e ampi spazi ben proporzionati.
Nonostante sia ormai in rovina, la gigantesca moschea di Bibi-Khanym, situata nelle vicinanze e destinata alle grandi assemblee, appare imponente e armoniosa e fu il gioiello dell'impero del Tamerlano. Essa è stata vittima della sua stessa grandiosità: un tempo fra le più grandi moschee del mondo, per la sua edificazione furono utilizzate al massimo le tecniche costruttive dell'epoca, e nel corso degli anni si sgretolò progressivamente per poi crollare del tutto durante il terremoto del 1897.

Il luogo più suggestivo di Samarcanda è Shahi-Zinda, una strada di tombe quasi tutte appartenenti alla famiglia e ai favoriti del Tamerlano e di Ulughbe: si dice che in una di queste riposi un cugino del profeta Maometto.
Nonostante la fastidiosa presenza delle cassette per le offerte, queste tombe sono tra le migliori opere della città realizzate con piastrelle di maiolica.

Il più suggestivo spettacolo dal vivo offerto da Samarcanda è il bazar principale, che si estende intorno alla moschea di Bibi-Khanym. Il frenetico e vivace mercato agricolo è una torre di Babele brulicante di vestiti, scialli, cappelli e turbanti di ogni gruppo etnico esistente nella regione.




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